Descrizione
Una panchina rossa e due scarpette in bronzo, “dimenticate” su un vecchio giornale proprio davanti a una scuola, per ricordare che la lotta alla violenza di genere inizia dalle nuove generazioni. È il significato dell’installazione realizzata dall’artista argentina Flavia Robalo e collocata all’ingresso della “Barsanti”, in piazza Matteotti: uno spazio quotidiano che diventa così occasione di riflessione sul rifiuto, senza condizioni, di ogni forma di sopraffazione. L’opera è stata inaugurata questa mattina (martedì 13 ottobre) alla presenza del sindaco Alberto Stefano Giovannetti, del capo di gabinetto Gabriele Marchetti e dell’artista che l'ha donata alla comunità.
“Il contrasto a ogni comportamento violento nasce dall'educazione al rispetto; per questo – ha commentato il primo cittadino – installare due simboli della lotta alla violenza contro le donne davanti a una scuola ha un significato ancora più forte, perché è qui che si impara a costruire relazioni sane, fondate sulla parità. E una panchina, luogo d’incontro, di sosta e di dialogo, può diventare il punto di partenza per interrogarsi sul modo in cui ci rapportiamo agli altri. Ringrazio Flavia Robalo per aver scelto di condividere con la nostra comunità un lavoro che richiama l’attenzione su un tema che ci riguarda tutti e ci ricorda quanto sia importante promuovere quotidianamente la cultura del rispetto e della non violenza”.
Nel raccontare la genesi del progetto, Robalo ha ricordato la collaborazione con Rita Vivolotti, anche lei presente alla piccola inaugurazione, con cui ha condiviso l’idea e il messaggio dell’installazione. Fusa in bronzo dalla Fonderia Artistica Mariani, l'opera riunisce due simboli della lotta alla violenza sulle donne: la panchina e le scarpette rosse, posate come una pietra d’inciampo e che riportano incisa una parte di “Redondillas”, poesia della messicana Sor Juana Inés de la Cruz, vissuta nel XVII secolo.
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Ultimo aggiornamento: 13 ottobre 2026, 13:33