Descrizione
“Che il 25 aprile sia, prima di tutto, un giorno di rispetto. Di raccolta del pensiero di tutto ciò che è stato, di gratitudine per chi ha sacrificato la propria vita e di orgoglio, per quello spirito di coesione intorno ai valori di libertà e giustizia che, 81 anni fa, ha portato il popolo italiano a riprendere in mano il proprio destino”: questo il messaggio che il sindaco di Pietrasanta, Alberto Stefano Giovannetti, ha lasciato alla comunità cittadina raccolta in piazza Statuto per le celebrazioni ufficiali della Festa della Liberazione dal nazifascismo. Una cerimonia iniziata in piazza Duomo, con la Filarmonica di Capezzano Monte ad aprire il corteo che, attraverso via Mazzini, ha poi raggiunto il monumento ai caduti di tutte le guerre; qui, dopo il triplice alzabandiera accompagnato dagli inni dell'Unione Europea, degli Stati Uniti d'America e d'Italia, la deposizione della corona d'alloro e un composto omaggio istituzionale portato dall'amministrazione, dalla delegazione di Camp Darby e dalle rappresentanze militari e religiose intervenute.
“Uno dei più grandi doni che abbiamo è la libertà di scegliere fra ciò che è giusto e costruisce e ciò che è sbagliato e distrugge. Con questa preghiera pensiamo a tutti i caduti per la libertà, quelli del passato ma anche quelli del presente”, le parole di Monsignor Roberto Canale, parroco del Duomo di Pietrasanta, prima della benedizione. Dopo l'intervento del sindaco Giovannetti, che ha voluto ringraziare i cittadini, le associazioni combattentistiche e d'arma, tutte le autorità presenti e la Filarmonica di Capezzano Monte per la partecipazione, Pietro Bresciani Gatti (Gruppo alpini di Capezzano Monte) ha sottolineato come “la Resistenza è il nostro secondo Rinascimento. Il primo ci ha portato l'indipendenza e ad amare e apprezzare la libertà e la democrazia; nel secondo, un popolo intero, quello italiano, si è sollevato ed è diventato protagonista del proprio futuro, riaffermando la propria dignità. È stato un evento unico e straordinario”.
Lo storico locale Ezio Marcucci ha ricordato come “la Versilia, per la sua vicinanza alla Linea Gotica, fu oggetto di una brutale repressione da parte delle truppe tedesche: la gente comune, innocente e indifesa, pagò il prezzo più alto e l'estate del 1944 rappresenta una delle pagine più dolorose della nostra storia”. Concludendo poi con un appello: “Non esiste violenza che possa costruire un futuro giusto. Conoscere significa comprendere: dal sacrificio di chi ci ha preceduto nasca, quindi, un rinnovato impegno alla pace per tutti noi”. La cerimonia si è conclusa sulle note di “Bella Ciao”, il canto popolare italiano dedicato alla Resistenza, eseguito dai musicisti della Filarmonica.
A cura di
Contenuti correlati
- Oltre 20 milioni di euro tra cantieri aperti e nuove progettazioni
- Da maggio chiusura notturna per 15 passi a mare
- Rendiconto di gestione al voto del consiglio comunale
- Pranzo “con sorpresa” per i piccoli delle scuole Rodari e Mancini
- Venerdì la presentazione del restauro della Pieve di Valdicastello
- Aggressione in piazza Duomo, Giovannetti: “Indagini rapide grazie all'interconnessione con le Forze dell'Ordine”
- Festa della Liberazione, la cerimonia a Pietrasanta
- Museo Mitoraj, la Fondazione cerca un addetto alla comunicazione
- Dal cuore di Pietrasanta l'abbraccio alla 1000 Miglia
Ultimo aggiornamento: 25 aprile 2026, 13:16